L’EVOLUZIONE DELL’E-COMMERCE

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Si è sempre parlato molto di e-commerce: cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questo ampio e sempre più importante canale di vendita; cominciamo con le definizioni e l’evoluzione del mercato.

Categorie di business
Vediamo innanzi tutto come si può suddividere l’attività del commercio, in base alla tipologia dei fornitori di beni o servizi e ai clienti destinatari degli stessi; le categorie principali sono:

Business to Consumer: B2C, riguarda le transazioni tra aziende e i privati.
Business to Business: B2B, riguarda le transazioni commerciali fra aziende.
Business to Government: B2G, detto anche Business to Administration (B2A), riguarda le transazioni tra le aziende e le strutture della pubblica amministrazione (Government).
L’evoluzione del mercato B2C
Il commercio al dettaglio in Italia ha mostrato significativi cambiamenti indotti dalla crisi dei consumi e dall’evoluzione dei comportanti di acquisto da parte dei consumatori. Questa la fotografia del settore alla fine del 2013, come riportato nel rapporto redatto dall’Ufficio Studi Confcommercio su dati Osservatorio Nazionale del Commercio.

(*) Comprende minimercati, supermercati, iper, grandi magazzini, grandi superfici specializzate.
(**) I dati fanno riferimento al numero di imprese che operano nel settore e non alle singole localizzazioni dove si svolge l’attività.

L’evoluzione dei comportamenti di acquisto dei consumatori ha influito molto nella diffusione di altre forme di vendita che operano con modalità non tradizionali, fuori dai negozi e che hanno nella convenienza di prezzo e nella modalità di distribuzione dei prodotti i punti di maggior interesse.

Il numero di queste attività non è elevato (oltre 36 mila imprese), ma è in continua crescita soprattutto in due settori, la distribuzione automatica e le vendite attraverso internet (da 3.747 unità del 2007 a 12.464 unità del 2013, con una crescita del 230%).

L’evoluzione del mercato B2B
Il commercio B2B è molto più variegato del mercato B2C; al suo interno, infatti, possiamo riconoscere ulteriori differenziazioni; un esempio è riportato nello schema seguente:

Dove «B2E» = Business to «Enterprise», SOHO: Small & Home Office

Per comodità abbiamo coniato un nuovo termine, chiamando «B2E» tutta la parte di Business verso le «Enterprise», ovvero le aziende di media-grande dimensione che richiedono una gestione commerciale e operativa completamente diversa e molto più personalizzata.
Useremo invece il termine B2b per le attività rivolte invece alle aziende di piccole dimensioni (SMALL, con meno di 50 dipendenti) o le ditte individuali, gli artigiani, i piccoli professionisti (HOME OFFICE).

Complessivamente, le vendite verso le aziende hanno subito un rallentamento durante gli ultimi anni; il settore B2b ne ha risentito maggiormente in quanto le piccole e medie imprese hanno subito gli effetti maggiori della crisi; il settore B2E ha dimostrato una maggiore tenuta, poiché le aziende più grandi e strutturate hanno saputo fronteggiare meglio il contesto economico negativo.

Sono però cambiate le modalità di acquisto, con una forte contrazione dei prezzi, e quindi del margine, e con una riduzione dell’importo medio ordinato, e quindi dei volumi e pesi spediti. Un ruolo importante è stato giocato dalle vendite ONLINE, che hanno mostrato un tasso di crescita costante e continuo.

L’evoluzione del mercato B2G
Nel 2000 il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha avviato un programma per la Razionalizzazione degli Acquisti nella Pubblica Amministrazione nel rispetto di quanto sancito dalla Legge Finanziaria del 2000. Tale incarico è stato affidato alla CONSIP (centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana). Il Programma si basa su modelli di gestione degli acquisti finalizzati a razionalizzare la spesa ed a semplificare i processi di procurement pubblico, nel rispetto dei principi di trasparenza e concorrenzialità.

Nasce dunque il «Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione» (MEPA), mercato digitale dove le Amministrazioni registrate e le Imprese abilitate possono effettuare negoziazioni dirette, mediante “ordini diretti a catalogo” o tramite “richieste di offerta”. Progressivamente la maggior parte degli uffici pubblici ha effettuato i propri acquisti sul portale MEPA.

Definizione di e-commerce
Il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato ha dato questa definizione di e-commerce:
“L’E-commerce[…] consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l’effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della pubblica Amministrazione“.

I numeri dell’e-commerce B2C

Siamo ancora in una fase di crescita a doppia cifra: quest’anno potremmo avere una crescita del fatturato mondo superiore al 17%, raggiungendo i 1.800 miliardi di dollari di transazioni online.

In Europa il volume delle transazioni online dovrebbe raggiungere i 380 miliardi di dollari, trainate dall’UK, con più di 100 M$ di vendite.

Fra i paesi Europei, l’Italia è il paese che ha avuto una crescita maggiore e quello che presenta stime di sviluppo più elevate: il 2015 dovrebbe chiudersi a 15 miliardi di Euro, con una crescita del 15%.

Ma già solo analizzando i parametri fondamentali, notiamo ulteriori margini di crescita:

se aumenta la percentuale di utenti che usano internet: oggi in Italia usa internet solo il 61% della popolazione, contro 69% della media Europa, e
se aumenta la percentuale di acquirenti su internet: 21% contro 32% della media Europea,
se quindi aumenta la penetrazione delle vendite on line sul totale complessivo: 1,1% contro 5,7% media Europa.
I numeri dell’e-commerce B2B
Come già detto, le vendite ONLINE B2B hanno mostrato un tasso di crescita costante e continuo: uno dei motivi principali di un trend così positivo è la rapida migrazione di produttori e grossisti verso piattaforme open e online (si veda ed esempio Ariba) e la sempre maggiore integrazione tra fornitori e clienti (tramite gli ERP più sofisticati, come SAP o Oracle).

Di fatto, si prevede che il mercato globale dell’e-commerce B2B raggiungerà il doppio delle dimensioni del mercato delle vendite online B2C, producendo entrate per 6.700 miliardi di dollari entro il 2020. (Fonte studio Frost & Sullivan, “Future of B2B Online Retailing”).

I numeri dell’e-commerce B2G
Nel 2014 il mercato MEPA italiano ha abbondantemente superato il Miliardo di Euro di transazioni… circa 1.470 milioni, con una crescita del 62% rispetto al 2013.

Dove: PO: Punto Ordinante (ente PA che emette l’ordine). LY : Last Year, anno passato.

Interessante analizzare la segmentazioni delle imprese iscritte al portale MEPA: il 71% si può definire micro (ovvero con meno di 10 dipendenti), 23% piccole, 4,5% medie, e solo 1

Il vero primo e-commerce nacque nel 1982 in Francia in seguito alla nascita del Minitel, una rete commerciale promossa dall’azienda di poste e telecomunicazioni dello stato che funzionava via modem utilizzando il sistema videotext (lo stesso di televideo).

L’e-commerce come lo conosciamo noi, dal quale poi si svilupparono le transazioni commerciali online, invece, nacque con l’EDI (Electronic Data Interchange), diffuso già dal 1970 e diventato standard nel 1984. L’EDI era il primo servizio elettronico attraverso il quale si trasferivano documenti, utilizzato da imprese di grandi dimensioni attraverso reti di telecomunicazione private.

L’integrazione del sistema EDI alla rete internet, quindi la comunicazione pubblica, ha portato alla nascita di un sistema flessibile e più vicino allo standard di e-commerce.

Fu nel 1994 che Netscape lanciò i suoi servizi di browser di navigazione dando la possibilità di navigare in modo semplice sul web e incorporando la navigazione con gli standard di sicurezza per le transazioni online (Secure Socket Layer), in modo da non scoraggiare i potenziali utilizzatori. La nascita dei browser intuitivi fu la spinta decisiva verso la nascita di veri e propri siti internet dedicati all’e-commerce. Grazie a ciò, nel 1995 nacquero i primi due portali americani dedicati agli acquisti online : Amazon ed E-bay. Il loro avvio fu lento poiché gli acquisti non prevedevano ancora le aste e, soprattutto, non era ancora disponibile una connessione ad alta velocità. Verso il 1999 la diffusione della linea ADSL ad alta velocità ha dato il definitivo slancio allo shopping online.

Nel 2011, in base alla ricerca di mercato di Netcomm, dei 25 milioni di italiani presenti sul web , 12,5 milioni hanno acquistato on-line almeno una volta nella vita, 8,8 milioni avevano comprato nei tre mesi precedenti all’indagine e ben 5,4 milioni sono gli hard buyers, ovvero coloro per i quali gli acquisti in rete sono diventati ormai un’abitudine. Ma il dato più interessante che è stato fornito è la stima del numero di persone che si appresterebbero a comprare via internet per la prima volta: 1,3 milioni, una cifra che conferma la notevole crescita del fenomeno.

Inoltre stando a una ricerca commissionata da Google Italia al Boston Consulting Group, l’Internet economy nel nostro paese costituirebbe già il 2% del PIL per un valore complessivo di 32 miliardi di euro (tale cifra include, oltre al valore del transato on-line, i canoni per gli accessi alla rete e l’acquisto di dispositivi e mezzi fisici per la navigazione) e si appresterebbe a rappresentare il 4,3% del prodotto interno lordo del 2015. Questi dati lasciano ben sperare e offrono una misura di quanto l’economia della rete possa contribuire alla ricchezza futura del nostro paese.